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Tribunale di Verona, ordinanza 29.03.2022 - Est. Burti


Prassi pretorie in materia di mediazione: proposta del giudice 185 bis cpc e contestuale invito ad avviare un concreto tentativo di conciliazione

Massima: Il giudice, in relazione a quanto emerso dagli atti processuali e all'ipotetico esito del giudizio, può formulare alle parti una proposta conciliativa evidenziandone la convenienza economica e processuale. Al contempo può invitare le parti ad esperire una procedura di mediazione demandata. In tal caso, il tentativo di mediazione è da intendersi obbligatorio e le parti dovranno partecipare personalmente con l'assistenza di un avvocato e avviare effettivamente la mediazione. La conseguenza del mancato esperimento della procedura conciliativa è l'improcedibilità della domanda giudiziale mentre dalla mancata ed ingiustificata partecipazione in mediazione il giudice può trarre argomenti di prova ai sensi dell'art. 116 cpc,  e condannare la parte assente al pagamento di una somma pari al contributo unificato della causa (art.8 co.4 bis d.lgs. 28/2010). Inoltre, il comportamento delle parti in relazione all'avveramento della condizione di procedibilità potrà anche essere valutato ai sensi dell'art. 92 cpc in caso di trasgressione dei doveri di cui all'art. 88 cpc, nonché ai sensi dell'art. 96 cpc in caso di rifiuto della proposta del mediatore che interamente o parzialmente corrisponda al provvedimento che definisce il processo, applicando in tal caso anche l'art. 13 del D.Lgs. 28/2010 in punto di spese della procedura di mediazione. Ai fini di una proficua collaborazione, le parti dovranno inviare al giudice, almeno 10 gg prima dell'udienza, una nota contenente l'indicazione della parte che - senza giustificato motivo - non ha partecipato alla mediaziazione, i motivi del rifiuto ad avviare effettivamente la mediazione e i motivi del rifiuto ad accettare l'eventuale proposta formulata dal mediatore.