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Corte di Appello di Milano, sentenza 26.06.2021 - Est. Corte


La consulenza tecnica in mediazione non può entrare nel successivo giudizio se viola il principio di riservatezza

Massima: Il corretto funzionamento e il buon esito della mediazione è garantita anche mediante la rigorosa osservanza del principio di riservatezza, disciplinato dagli artt. 9 e 10 del D. Lgs n. 28/2010, la cui inderogabilità era stata peraltro sancita dal legislatore comunitario con. art. 7 Direttiva - CE 2008/52. L'obbligo di riservatezza trovi la sua ragione d'essere nella necessità di favorire quanto più possibile l'instaurazione fra le parti, presenti in mediazione, di un clima libero e disteso, di sincero confronto, tanto nelle sessioni congiunte quanto in quelle separate, in modo tale da consentire ad ognuna di esse di aprirsi senza timori, potendo esprimere, fino in fondo il proprio punto di vista, con le relative aspettative e richieste. Un principio che, dunque, riveste portata decisiva, poiché ha di fatto consentito al legislatore di incentivare l'uso della mediazione, nonché di agevolare loperato del mediatore nella ricerca di un accordo in grado di soddisfare i contrapposti interessi. In tale ottica deve essere letto l'articolo 10, rubricato "inutilizzabilità e segreto professionale', il quale al primo comma dispone: "Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l'insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio". Ne consegue che che la CTU eseguita in sede di mediazione (in assenza di consenso della controparte) non può che aver attinto a dichiarazioni od informazioni acquisite del corso del procedimento e quindi non può fare ingresso nel successivo procedimento di merito.