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Tribunale di Taranto, sentenza n.791 del 03.04.2023 -Est. Macchitella


Mediazione svolta telematicamente presso un organismo privo di una sede nel luogo del giudice territorialmente competente.

Massima: La domanda di mediazione è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia (art.4 comma 1 d.lgs.28/2010). Consolidata giurisprudenza ha affermato che la competenza territoriale è derogabile solo su accordo delle parti (Trib. Milano sent. 220/2023). Dal documento della convocazione inviato dall'organismo, non si evince la sede effettiva presso cui avrebbe dovuto svolgersi la mediazione, né quella propria né quella presso altro analogo Organismo in convenzione. La convocazione appare essere stata fissata ab origine perché si svolgesse con formalità telematica, e ciò in assenza di preventivo accordo delle parti e senza che fosse stata comunque assicurata alle parti la possibilità, pur nonostante alcuna avesse optato per il collegamento telematico, di presenziare fisicamente presso l’Ufficio dell’ organismo in poiché non indicato. Considerato che l’esigenza stabilita dall’art. 4 comma 1 del d.lgs. 28/2010, come modificato dal decreto legge 69/2013 convertito dalla legge n. 98 è quella di consentire in prima battuta la comparizione personale delle parti interessate al procedimento, le modalità indicate dall'organismo appaiono eludere le previsioni normative. I documenti prodotti tra l’altro non indicano la sede fisica dell'organismo, né detta sede, quand’anche presso altro organismo convenzionato è rilevabile dall’indagine al sito dell’organismo al link del suo sito. (Nota: va precisato che con la riforma Cartabia, il nuovo art. 8 bis D.lgs.28/2010 stabilisce che "ciascuna parte può chiedere al responsabile dell’organismo di mediazione di partecipare da remoto o in presenza", pertanto non è più  necessario il consenso di tutte le parti per svolgere con modalità telematica un incontro di mediazione, ndr.).