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Tribunale di Castrovillari, sentenza n.841 del 16.06.2023 - Est. Caronia


Accordo di usucapione sottoscritto in mediazione: se la parte diserta l'incontro dal notaio per l'autentica, occorrre promuovere un'azione di accertamento dell'autenticità delle firme.

Massima: Accordo di usucapione sottoscritto in mediazione: se la parte diserta l'incontro dal notaio per l'autentica, occorrre promuovere un'azione di accertamento dell'autenticità delle firme. Ai sensi dell'art.11 c.3 d.lgs.28/2010, se le parti "concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'art.2643 cc, per procedere alla trascrizione dello stesso, la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato". Tuttavia, se, nonostante l'impegno preso dalle parti di recarsi dal Notaio a quella che non può che essere definita come una vera e propria ripetizione dell'accordo, le stesse, ripetutamente convocate, non si presentano per la autenticazione delle firme e, conseguentemente, per procedere alla trascrizione dell'atto, l'accordo concluso in sede di mediazione è a tutti gli effetti immediatamente dispositivo e produttivo degli effetti reali sottesi, e la parte che ha interesse alla documentazione del negozio nella forma necessaria per la trascrizione non può invocare a sua tutela il rimedio di cui all'art.2932 cc, che concerne l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto (e presuppone, quindi, la stipula di un preliminare), ma bensì, deve chiedere una pronuncia di una sentenza di mero accertamento della autenticità delle sottoscrizioni ex art.2657 cc. In altri, termini, essendo l'interesse veicolato dalla parte attrice ad ottenere la trascrizione dell'accordo predetto, l'azione deve mirare all'accertamento in via principale della autenticità delle sottoscrizioni apposte in calce alla scrittura medesima ex art.2643 n.12 bis e art.2657 cc. Del resto ad essere trascritto non può che essere l'accordo raggiunto in sede di mediazione e il relativo atto sottoscritto delle parti, non già una eventuale sentenza di accertamento dell'avvenuto trasferimento immobiliare (cfr. in motivazione Cass.Civ. n.13924 del 2002). L'azione di accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni deve inquadrarsi nell'ambito dell'art.216 comma 2 cpc, che consente di proporre l'istanza di verificazione della scrittura privata in via principale se la parte dimostra di averne interesesse. Tale norma, nel caso in esame, deve essere coordinata con l'art.2657 cc il quale espressamente condiziona la possibilità di ottenere la trascrizione di una scrittura privata all'esistenza di una sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. L'art.2657 cc, infatti, stabilisce che il titolo può tassativamente essere trascritto qualora si tratti di titolo giudiziario, atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata. Con riguardo alle scritture private, occorre rammentare che anche in caso di mancata autenticazione delle sottoscrizioni, qualora vi sia accertamento giudiziale, la scrittura privata può essere autenticata.